In questi minuti sto indugiando in infernet con un contatto su Facebook su temi vagamente appuntabili sulla superficie del marketing influenzante il consenso. Il trascurabile valore della conversazione (perché di chiacchiere post natalizie che non hanno come oggetto alcun progetto concreto si tratta) mi permette di mettere in risalto alcuni aspetti dell’attivismo (che volendo potremmo a mio giudizio allargare a qualsiasi attività cosiddetta di volontariato e più o meno sinceramente altruistica) che mi riconducono a riflettere su quello che veramente sto facendo.

Ne seguono alcune considerazioni che mi preme fare sul mio conto ma anche rispetto a quanto ho imparato in quasi sette anni di attivismo in campo economico e macro economico.

Lo spunto di partenza lo suggeriscono questi due input:

Beppe Grillo Twitter Audit Report

 


 


 

Si tratta di estratti dal eBook intitolato: Chi e cosa c’è dietro Grillo e al Movimento 5 stelle di Michele Di Salvo e acquistabile su Amazon. Senza entrare in dettagli polemici; lo scopo non è quello di esprimere un giudizio sulle operazioni di marketing dietro al Mov che tanto sono simili alle strategie sia degli altri partiti che di aziende e lobbies, vorrei che ci soffermassimo sulle considerazioni che a mio giudizio l’individuo posto alla base della piramide gerarchica per influenza sugli eventi dovrebbe fare.

 

HA SENSO FARE PROSELITISMO DAL BASSO?

Attacco io:

Ciao, l’ebook in oggetto (…) insegna qualcosa sui social media che può essere utilizzato nel lavoro o fa solo polemica sul M5S?
Mi sembra interessante ma solo a fini professionali. Non mi interessano le diatribe sul Mov. tanto non ho intenzione di fare proselitismo né pro, né contro.

 Marco:

Vedi il problema non è il proselitismo, pro o contro: Casaleggio fondamentalmente ha già vinto e diciamo pure che non può perdere. Nei prossimi anni con la crisi € e forse anche per la transizione da €exit la Casaleggio Associati e i think tank e i committenti oltreoceano dietro di lui gestiranno le sorti di molte cose dell’Italia. Questo credo sia un dato di fatto che si paleserà tra fine 2016 e almeno fino al 2019 (ma poi in altre forme anche sino ai primi anni del secondo decennio del 2000). Può essere che io sbagli ma credo di non sbagliare di molto. Quello di cui si tratta è di generare un consapevolezza negli italiani: nessuno in Italia può contrastare la volontà Usa…
Chi pensa che nell’Italia in Europa ci si possa opporre a Casaleggio non ha capito nulla di web, di politica internazionale e di molte altre cose

A questo punto mi permetto di precisare il mio punto di vista sulla presunta convenienza ad esercitare sulle coscienze piuttosto che dare priorità a progetti realizzabili all’oscuro ma di efficacia immediata per quanto complesso e arduo sia raggiungere scopi di questo tipo.

Personalmente credo che, proprio per i temi a cui accennava il mio dirimpettaio di tastiera, il cambiamento, se ancora è possibile, non possa, anzi non debba passare attraverso i partiti e la politica ma attraverso un sabotaggio di una portata necessariamente (all’inizio) limitata del sistema finanziario e poi via via propagato compatibilmente con la virilità del processo.
Nella mia attività preferisco fare del mio per portare questa consapevolezza.
Quando si cerca di esercitare influenza sull’opinione nella sfera politica esso viene automaticamente etichettato come “tifo” pertanto non può smuovere chi è già assiepato su l’una o l’altra curva.
Piuttosto potrebbe funzionare sugli indecisi, ma a che pro se poi a questi non viene fornita un’alternativa che comunque verrebbe impedita da chi ha già deciso le nostre sorti?


Marco:

(…) i partiti sono un veicolo (nel senso di “trasportatori” ) di consenso, lo aggregano, danno alla “politica vera”, un volto presentabile, sufficientemente semplice da poter essere agguantato dalle masse, sufficientemente stereotipato da esser ritenuto credibile da masse che in modo stereotipato ragionano. Così “il grande sogno europeo” e “la lotta alla casta” sono due strumenti di consenso dal volto semplice, utilizzabile, “spendible” (…)
in questo senso la tifoseria è essenziale, perché senza tifo non ci sarebbe consenso e senza consenso la “politica vera” inizierebbe a ricorrere alla forza.
(…)in questo senso chi volesse svegliare i grillini o i piddini con troppa brutalità dal loro sogno incattivirebbe le lobbies dietro queste “maschere politiche” e potenzialmente le renderebbe più brutali nel loro modo di procedere

la politica è come il fuoco e come l’acqua ma questo è un discorso ancora più complesso. Quanti sanno gestire l’acqua? Quanti il fuoco?
Questo è il problema

A questo punto mi permetto di precisare il mio punto di vista sulla presunta convenienza ad esercitare sulle coscienze piuttosto che dare priorità a progetti realizzabili all’oscuro ma di efficacia molto più rapida:

Comprendo benissimo quanto il tifo sia utile e possa essere utilizzato in modo funzionale ma ciò è possibile solo nella misura in cui si ha il potere di porre una certa influenza sulle masse.

Da semplici profili di fb quali per un certo verso siamo, la trovo una battaglia contro i mulini a vento che ci riporta a fare il loro gioco, cioè restare all’interno del seminato in cui ci hanno messi.

Non sto dicendo che non si debba prendere posizione, ma che lo di debba fare nel tentativo di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Personalmente sono più attratto da altri piani di intervento.

Marco:

(…)pensi che il sovranismo sia semplicemente stato arrestato e reso stagnante dall’idiozia complottista di molti sovranisti. C’è una sopravvalutazione netta delle masse in questo. Di recente sentivo gente da cui pure discordo ideologicamente (mi riferisco a (riferimento a persona attiva in politica), io son repubblicano lui no) dire “ah pensavamo che il sovranismo fosse vicino, invece non siamo stati in grado…”
Ma queste sono panzane per gente che secondo me non capisce nulla di politica, forse capirà di macroeconomia ma sul resto veramente è a un livello di ingenuità che io trovo imbarazzante (…) insomma signori la partita è molto più complessa di come pensa(va)te voi, che buona parte dei sovranisti siano degli inconsapevoli è indubbio (come le controparti euriste per vari versi), già il fatto che molti sovranisti pensino che l’Italia o i Piigs possano puntare non solo a una vaga sovranità monetaria (parziale) ma addirittura a una sovranità politica è segno di quanto siano ingenui. Per fare un home run non basta avere la maglietta a strisce, il cappellino e una vaga consapevolezza della mazza in mano.

Meglio chiarire il punto appena fatto emergere da Marco:

Io non penso che sia stato arrestato nulla. Ciò che il sovranismo ha messo in circolo continuerà a produrre cambiamenti perché coscientemente o meno ha messo in circolo informazioni che sembravano perdute e che invece oggi tornano ad interessare ed appassionare.

Se questo produrrà risultati concreti lo vedremo, ma dipenderà molto da ciò che a partire da questi concetti se vogliamo fini a sé stessi, per quanto importanti, riusciranno a mutare in cambiamenti pratici.
Non dimentichiamoci che la capacità di modificare le cose non è tanto insita nei concetti teorici, ma piuttosto nell’uso che se ne riuscisse a fare.

Insomma avere la mazza in mano può suggerirti di stare lì a guardarla per come è bella, rifinita e liscia, oppure di farci un fuori campo.

Ecco a me interessa più questo secondo esperimento perché di questo si tratta.
Non pretendo di cambiare l’universo e l’attivismo è un hobby per auto celebrare sé stessi nell’ipocrita obiettivo di rendersi in qualche modo importante; cosa che interessa solo a sé stessi, non certo ai panda, a un Dio che non esiste o al principio di giustizia.
E chi sostiene il contrario per me ha poca rilevanza e molta faccia di bronzo e mi riferisco sia a me che ai missionari in Congo.

Io sostengo che gli hobbies di questo genere siano migliori che non fare collezioni di tappi di birre (ma già questa è una mia arrogante presunzione), l’importante è riuscire a riconoscere dentro sé stessi (al di là dell’uso di facciata che ne facciamo) che è solo un giocattolo che ci diverte.

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.