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Crisi delle banche potevamo evitarla? Rispondono 12 esperti: Antonio Rinaldi, Nino Galloni, Warren Mosler, Claudio Borghi, Marco Saba, Marco Cattaneo ed altri

 

Crisi delle banche ed euro. I firmatari dello sfascio economico italiano

I firmatari dello sfascio economico italiano

Crisi delle banche italiane, prima di parlare di come proteggere al meglio i nostri risparmi, tema che affronteremo domani, vorremmo dare modo a tutti di capire le cause dell’attuale crisi del nostro settore bancario che sta producendo il crack delle nostre banche.

Per cercare di capirne di più lo abbiamo chiesto a 12 esperti del mondo accademico, professionistico e civile.

Cadute in rapida successione come a seguito di una raffica di mitra, alcune banche più o meno importanti si sono trovate di fronte al crack mettendo in discussione la stabilità di mezzo sistema italiano partendo dal crollo della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, passando poi al “decreto salva banche” che ha visto conclamare il deperimento di Banca Etruria,  Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti arrivando infine, nei giorni scorsi, all’attacco in borsa ai titolo MPS ovvero a Monte dei Paschi di Siena.

I commenti si stanno sprecando e continueranno a farlo ma, se da una parte l’emergere del problema del credito deteriorato italiano (Non performing loans) fa parlare solo di noi (specialmente in patria), dall’altro non tarderà a diventare un problema anche di altri – in particolare della Germania – visto che le sue banche sono in maggior parte così piccole da essere sfuggite agli stress test della BCE.

Quindi sul fronte alemanno siamo in presenza di una calma del tutto apparente, ma ciò di cui vogliamo occuparci sono i fatti di casa nostra, ma questa è una polemica a parte che non tireremo in ballo con la crisi delle banche italiane.


Alla luce di questa ingarbugliata situazione Battitore Libero ha rivolto due semplici domande ad una serie di esperti a vario titolo sia nella sfera accademica che facenti parte della società civile: economisti, tecnici del settore, piccoli speculatori ed attivisti con lo scopo di offrire al grande pubblico uno strumento che stimoli ad informarsi meglio sulle antiche cause dei mali finanziari dell’Italia e lo aiuti ad orientare le proprie scelte di investimento e risparmio.

La domanda di oggi è la seguente:

Per evitare attacchi al sistema bancario sotto forma di trasformazioni in SPA o bottino di speculazione finanziaria e per prevenire il fenomeno dell’inesigibilità di crediti deteriorati, e per sottrarre il destino del Paese dal potere dei mercati, fosse stato possibile, come e a partire da quando si sarebbe dovuto agire?

Ecco in rapida sequenza le risposte. Il primo a farsi avanti è stato

 

Claudio Borghi Aquilini – economista docente universitario ed editorialista. Responsabile economico Lega

Ricapitalizzazione forzata con denaro pubblico. Così lo stato “investiva” e non “spendeva”. Tipo: Tremonti bond convertibili obbligatori per tutti.


Marco Cattaneo economista inventore dei Certificati di Credito Fiscali (CCF)

Anche solo un anno fa, se si fossero adottati i CCF e avviata una ripresa forte, oggi saremmo in una situazione ben diversa…


Nino Galloni – economista

1) Si doveva vigilare sui comportamenti delle banche più che sugli assetti proprietari;

2) La società per azioni non è il problema ma la quotazione in borsa si

3) Mantenere staccati credito e finanza.

 

Crisi delle banche

 

Antonio Maria Rinaldi – economista e docente universitario

Ci raggiunge al telefono:

Il problema è complesso.

Gli organismi di controllo dovrebbero garantire se il sistema bancario italiano è solido o meno. Invece  lasciano i cittadini da soli pretendendo che siano loro stessi ad informarsi sul Sole 24 ore.

Quello che andava fatto era innanzitutto una moratoria del bail-in modo di consentirci di fare ciò che gli altri Paesi, Germania in testa, hanno avuto la possibilità di fare quando i sistemi bancari in difficoltà erano i loro, ovvero risanare tutto il comparto con investimenti pubblici.


Warren Mosler – imprenditore ed economista
Per prevenire attacchi al sistema bancario, è necessario che la BCE fornisca liquidità illimitata. E per evitare la caduta del corso azionario delle banche italiane, è una questione di utili, che resterà problematica fintanto che l’economia resta debole. Per risolvere questo problema, il limite del 3% al deficit deve essere innalzato.

Prestare implica assumersi dei rischi, ed anche seguendo “buone pratiche nel prestare”, alcuni prestiti non vengono rimborsati”.

Io ho proposto che la BCE garantisca formalmente il debito pubblico di tutti i membri e provveda liquidità immediata su richiesta ad un tasso stabilito dalla BCE, che io ho proposto essere lo 0% permanentemente.


Marco Saba – esperto in sistema bancario e creazione della moneta

Evidenziando la creazione di denaro all’attivo dei flussi di cassa.


Patrizio Calzolai – esperto in materie creditizie

Molto semplice: creazione di un consorzio bancario tramite ABI, di tutte le banche, cessione a un valore pari al 10% del valore nominale di tutti i crediti incagliati al consorzio, trasformazione delle obbligazioni subordinate bancarie in azioni, il consorzio propone : o continuazione del pagamento o saldo a stralcio tra il 10 e il 25% del valore nominale, fino a chiusura di tutti i debiti.  Il primo anno sei in passivo, ma dal secondo già torni in attivo.

Aggiungi pure che in italia molti non performing loan sono reddito di cittadinanza nascosto, perche’ c’è un giro di buste paga false abbastanza forte, e molti oggi prendono in prestito 30 mila, pagano 3 rate, dopo 1 anno chiedono il saldo a stralcio e ricominciano (in quanto una volta pagato a stralcio il cattivo debitore viene tolto dalle liste nere e comunque le banche hanno forti vincoli nell’accedere alle stesse. ndr) e che quindi l’introduzione del reddito di cittadinanza nella forma di rimborso fiscale minimo garantito/flat benefit, porterebbe anche a una prevenzione di questi fenomeni, assieme al fare come sul baltico, ovvero per richiedere i prestiti, non serve portare i documenti di reddito ma consentire alla banca l’accesso ai dati dell’agenzia delle entrate.


Stefano Francesco Fugazzi – Specialista risk management e stress testing bancario

Sicuramente che le nostre banche fossero chiacchierate, tipo Etruria e Mps, lo si sapeva da 5 anni. Ora vediamo gli effetti perché Basilea 3 e bail in come avevo annotato già nel 2011 all’indomani della ratifica delle proposte, i nodi sarebbero venuti al pettine.

Per la data esatta dovremmo incrociare due dati. Io credo che un mix tra 2008 e Basilea 2 abbiano iniziato a far traballare un sistema bancario italiano che è tutto sommato medioevale-feudale. Dove per medioevale-feudale intendo i legami col potere e quindi le fondazioni bancarie che neppure dovrebbero esistere… Cfr questo mio articolo di tre anni fa http://www.investireoggi.it/economia/abolire-le-fondazioni-per-ridurre-il-debito-pubblico-e-pagare-un-dividendo-di-cittadinanza/

Quindi i punti sono sparsi nell’arco del tempo, ma il problema sta alle fondamenta e quindi al legame banche-fondazioni-politica.


Luca Pezzotta – autore presso forexinfo e attivista

Direi dal ’95 si sarebbe dovuta evitare la bolla immobiliare. E’ a metà anni ’90 che è cominciata la bolla del credito durata fino al 2007.

 


Roberto Nardella – imprenditore

E tieni conto che un istituto pubblico bancario, come la BC, avrebbe avuto accesso ai tassi BCE e con quelli ricomprato deb pubb in scadenza così come hanno fatto le sparkasse tedesche e diverse banche francesi.

Bastava nazionalizzare MPS o tutti gli istituti in procinto di fallimento esautorando e mandando a processo la dirigenza

Quel segnale sarebbe bastato.


Luca Mibelli – esperto in materia bancaria e attivista.

Il problema è stata la totale deregolamentazione (l’abolizione della glass-seagall è stata solo uno dei passi) delle borse.

Il fenomeno dei crediti deteriorati non si può eliminare: è normale sbagliare investimenti a volte. Oggi quel problema lo risolvi solo risanando le aziende. E, oddio, per le banche italiane si risolve solo estirpando la corruzione da partitismo.

Il problema di oggi è che l’economia reale è deteriorata! Quindi ogni credito ha una probabilità di diventare deteriorato più alta del solito (e questo si scarica nei modelli con cui stimano il “capitale” che devono avere per certi livelli di rischio).


Simone Garilli – collaboratore parlamentare M5S e autore presso beppegrillo.it

Domanda da scriverci un libro.

Naturalmente in buona misura dipende dalla volontà o meno di esercitare la sovranità politica per riprendersi quella economica. I crediti deteriorati si potevano contenere alla grande a partire dal 2008, dato che le banche italiane non erano esposte in derivati e crediti spazzatura come quelle tedesche e americane. Essendo la gran parte dei nostri crediti deteriorati derivati non da una bolla immobiliare (che non c’è stata) non dal ciclo di Frenkel (indebitamento estero, che è cresciuto modestamente in rapporto a quelli spagnolo, irlandese e greco) ma dall’austerità successiva al tracollo americano del 2008. Sarebbe stata sufficiente una politica economica espansiva, che d’altra parte nell’euro e nei vincoli Ue non era possibile attuare (causa alto debito pubblico e deficit da ridurre), anche perché avremmo attivato un percorso di deficit delle partite correnti alimentato da parte della domanda interna crescente che sarebbe finita in importazioni. E lì, in una situazione di blocco del mercato dei titoli di Stato e di restrizione del credito avremmo avuto difficoltà enormi a garantire il disavanzo corrente e, nel caso, ripagarlo in futuro (altissimi tassi di interesse). Ora che i tassi sono bassi per l’azione Bce una manovra espansiva dentro l’euro potrebbe teoricamente funzionare, ma è emerso il problema dei crediti deteriorati che blocca il circuito del credito e quindi i bassi tassi sui titoli di stato non garantiscono bassi tassi allo sportello. Come vedi, tutto dipende dall’esercizio della sovranità politica (quella economica ne è una conseguenza). Ma stiamo parlando a livello astratto. Manca la soggettività politica in grado di tradurre le analisi in atti politici di lungo periodo.

Bisogna costruirla.


Alessandro Ballardin– artigiano

Se lo Stato mette garanzia sui depositi non scuce una lira e rende stabile e solido il sistema anche nella percezione della gente. Di fatto mettendo garanzia non scuce una lira.

Se una banca va male lo Stato la rileva la risana e la rivende.

 

Articolo apparso su scenarieconomici.it

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.