Proteggere i risparmi, cosa fare? Dopo aver chiesto agli esperti come si sarebbe potuto evitare il parziale crack del settore bancario italiano (leggi l’articolo sulle soluzioni al crack delle banche italiane) oggi siamo tornati a chiedere loro un rapido consiglio per mettere a riparo i risparmi.

Ecco le opinioni che abbiamo ricavato.

Come deve comportarsi il risparmiatore alla luce dei recenti mutamenti delle condizioni di sicurezza dei conti correnti ed i saliscendi delle azioni bancarie e con l’introduzione del bail-in?
Dopo che il patto con i risparmiatori è praticamente saltato con il mutamento delle norme bancarie dove il risparmiatore dovrebbe mettere i propri soldi?

Lo abbiamo chiesto ad alcuni esperti. Ecco la domanda:

 

Cosa dovrebbe fare il risparmiatore in questi tre casi tipo?

1. investimenti in titoli, azioni & C. bancari;

2. risparmi sopra i 100.000 €;

3. Risparmi sotto i 30.000 €

 

Ed ecco le risposte che abbiamo ricevuto:

Marco Saba – economista esperto monetarista e in sistemi bancari

Ritirare tutto in contanti e metterli in una cassetta di sicurezza che è segregata in caso di liquidazione della banca.


Marco Cattaneo economista inventore dei Certificati di Credito Fiscali (CCF)

Tenere in c/c e obbligazioni bancarie lo stretto indispensabile, il resto in altri titoli, anche semplicemente bot a breve scadenza.


Patrizio Calzolai – esperto in materie creditizie

Nei casi 2 e 3 dividerli su più banche: le meno esposte e paradossalmente le salvate sono quelle messe meglio.

Caso 1, ridurre l’esposizione verso una banca e dividerla fra più banche cercando quelle messe meglio ovvero se hai 100 mila euro in azioni bancarie, dividerle in azioni da 5000 e il resto spalmarlo fra più banche.

Luca Mibelli – esperto in materia bancaria
In tutti i casi, per me, sarebbe buona norma avere un gestore indipendente che ti segue e ti consiglia la diversificazione degli investimenti. Il posto “sicuro” non esiste più.
Io sono relativamente sicuro che ai correntisti sotto i 100mila non faranno mai nulla. I rischi sono su depositi superiori e obbligazioni/titoli della banca (specialmente se subordinati).
Poi tutto dipenderà come salveranno le banche, cioè se con bail in o meno.


Nino Galloni – economista

Sotto i 30.000 niente ovvero materasso cassaforte cassette di sicurezza ecc.;

Sopra i 50.000 differenziare le banche;

Titoli vari meno ce ne hai meglio è, ma gli unici sicuri sono i titoli di Stato (urge una campagna di rinazionalizzazione del debito);

Siccome la prospettiva è deflattiva meglio la moneta…anche un po’ di Svizzera.


Roberto Nardella – imprenditore

Io mi terrei fuori dalle grinfie bancarie italiane. Se impossibile tenersi sotto ai 30.000 non è sbagliato.

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Antonio Maria Rinaldi – economista e docente universitario

Ipotesi 1: assegni circolari auto intestati. dopo 6 mesi li devi riversare e rifare la trafila sottraendoli al bail in.

Ipotesi 2: conto in euro in Norvegia ma non è alla portata di tutti. La Norvegia è fuori dall’euro, è un produttore di petrolio, è uno stato sovrano ed ha un sistema bancario ottimo.


Claudio Borghi Aquilini – economista docente universitario ed editorialista. Responsabile economico Lega

Non do mai consigli perché le condizioni potrebbero cambiare.


Warren Mosler – imprenditore ed economista

I depositi bancari sono a rischio. Io terrei tutti i depositi in euro in una banca straniera, tipo la JPM.


 

Maurizio Gustinicchi – consulente per le PMI

Lugano …. Poste svizzere o diamanti. Qui ruberanno tutto.

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.