Se i tolleranti sono per la difesa dei diversi perché si danno tanto da fare per renderli uguali agli altri?

anatomia di una decisione spacciata per bisogno

Gender fashion, anatomia di una decisione spacciata per bisogno di tutti

Anche se non esistono stime precise (mi tengo in guardia dai dati manipolati da cattolici e comunità lgbt) e le uniche proiezioni statistiche che si possono fare si sostengono sul raffronto con Paesi che hanno già adottato la stepchild adoption fanno emergere che in Italia le coppie gay sono fra le 15.000 e le 17.000, le adozioni così com’è configurata dal disegno di legge Cirinnà interesseranno dai 1.500 ai 2.500 casi di minori. Ed è per questo che in Italia si è mobilitata la monopolizzazione di Governo e media. 

Alla faccia delle emergenze che che funestano l’Italia: disoccupazione, deflazione, dissesto idrogeologico, adeguamenti anti sismici di scuole ed edifici pubblici, conti pubblici, problemi ambientali, abbattimento dell’impianto costituzionale, ingerenze extra nazionali e cessata democrazia sovrana, infrastrutture obsolete, immigrazione, italiani che vivono in auto, ecc. ecc. 


Non è mio interesse farmi un’opinione sul merito del miscuglio che si sta facendo di temi diversi tra loro che si sovrappongono fra di loro solo parzialmente, ma farmene una sugli obiettivi di questa pantomima resa tale dalla volontaria commistione da parte dei media fra argomenti differenti come unioni civili ed etichetta linguistica da propinare all’opinione pubblica. Sappiamo che per creare confusione non ci vuole molto, a volte basta mettere in successione due o tre servizi giornalistici oppure tirare in ballo argomenti diversi nello stesso talk show.

Non sento l’esigenza in questo momento di avere un’opinione ma piuttosto di cercare di osservare e pormi delle domande. Comunque, siamo di fronte ad un processo inesorabile e per nulla democratico, ma piuttosto deciso ed orchestrato da una agenda che ha stabilito che le priorità debbano essere diverse da quella dei bisogni reali dei cittadini com’è semplice osservare ad occhio nudo.

Lo trovo un argomento la cui forzatura già esercitata prima di qualsiasi dibattito di nicchia avvenuto in Italia è necessaria in quanto il tema è fortemente anacronistico in Italia sia per le priorità legate al crollo economico che per la cultura dominante nel nostro Paese, che ha finito per rallentare i programmi europei. Per questo tento un ragionamento sull’ipotesi che questa priorità non venga dal basso.

Unioni civili, gender e coppie di fatto; quanti fra cittadini e addetti ai lavori sanno fare o almeno ci provano a fare le corrette distinzioni? C’entrano qualcosa le sfilate alla gay pride con i diritti di successione per le coppie di fatto o il loro semplice riconoscimento giuridico senza per questo scomodare la Costituzione agli art. da 29 al 31?

E anche i dibattiti sui singoli temi, molto rari – ma giusto per non voler parlare di dibattito unificato sul polpettone preconfezionato “da er sistema” al di là dell’ovvia almeno apparente ideologia (o convinzione?) – su cosa si reggono se non sul confronto da curva a cui già più volte abbiamo fatto cenno nei nostri pezzi?

Non è scopo di questo post discernere perché non è né nostro interesse, né nostra competenza, ma è curioso constatare come, mentre abitualmente ogni volta che ci troviamo di fronte a questioni sociali che vanno dalle più banali e sviscerate come consumo di tv e playstation, fumo, assunzione di droghe, alcool, piuttosto che a faccende più complesse come l’immigrazione, gli effetti degli OGM sulla popolazione o dell’inquinamento sull’ambiente, il TTIP,  oppure economiche o comportamentali come il bullismo e le cattive frequentazioni, chi manifesta un diritto o semplicemente ponga dei dubbi faccia leva su dati, ricerche degli esperti, dei sociologi e degli psicologi e prove statistiche e scientifiche che comprovino una teoria (e che in questo caso dovrebbero occuparsi della serenità e l’equilibrio dei minori che verranno coinvolti dalla “adozione del figliastro”– ma non se ne vede traccia), mentre in questo caso si pretende di porre le questioni dei diritti su prove empiriche e sentimentali senza chiarire bene di cosa si stia parlando, se di matrimonio gay, utero in affitto o la semplice applicazione di diritti civili come il riconoscimento del diritto alla successione o all’assistenza in ospedale, ecc..


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È altrettanto curioso che, nel caso della teoria o ideologia gender, nonostante ci troviamo di fronte alle richieste di una strettissima minoranza, fortemente sponsorizzata da associazioni (e qui ci sta) e figure istituzionali che dovrebbero essere super partes, leggasi Boldrini (in questo caso non ci sta affatto) – con un interminabile stuolo di polemiche a strascico – e che nonostante questa missione non sia stata chiesta nemmeno a furor di sondaggi, essa si è così clamorosamente imposta e messa in vista da diventare tema di massima priorità.


Anche se non esistono stime precise e le uniche proiezioni statistiche che si possono fare si sostengono sul raffronto con Paesi che hanno già adottato la stepchild adoption fanno emergere che in Italia le coppie gay sono fra le 15.000 e le 17.000, le adozioni così com’è configurata dal disegno di legge interesseranno dai 1.500 ai 2.500 casi di minori. Ed è per questo che in Italia si è mobilitata la monopolizzazione di Governo e media. 


Alla faccia delle emergenze che che funestano l’Italia: disoccupazione, deflazione, dissesto idrogeologico, adeguamenti anti sismici di scuole ed edifici pubblici, problemi ambientali, infrastrutture obsolete, immigrazione, italiani che vivono in auto, ecc. ecc. 

E ancora, nonostante questa evidenza noto fiumi di commenti sia sui social che nel web che hanno spostato la discussione dai temi della tutela del risparmio, l’immigrazione e la difesa della Costituzione, come se veramente si trattasse di un clamore virale, spontaneo; insomma esattamente come la bufala della primavera araba.

Siamo di fronte ad un depistaggio dei reazionari a mezzo massmediatico o è davvero una campagna studiata a tavolino per la conquista dei diritti? E così oppure sono io che prendo un abbaglio?

Mappa Primavera araba

La cosiddetta rivolta democratica della Primavera araba ha di fatto srotolato davanti alle flotte USA un tappeto rosso nel Mediterraneo verso il medioriente e gli interessi americani in quella zona: Siria, Libano, Iran ed oleodotti ucraini…

Insomma come mai questo problema da marginale è diventato centrale nonostante i suoi supporters siano rimasti una minoranza schiacciata? 

Il miscuglio che si fa a livello mediatico degli argomenti riguardanti gender, unioni civili e coppie di fatto è voluto ed ha come scopo ingenerare confusione, impedire la creazione di singole opinioni sui fatti e creare caos, distrazione e conflitti; in altre parole frammentare in più fronti l’opinione pubblica sminuendone la consapevolezza?


E’ ancora più singolare che la vicenda acquisisca sempre più prepotentemente la ribalta alla faccia delle problematiche economiche che mietono una crisi ben peggiore di quella del ’29 antecedente la seconda guerra mondiale e che sopra a questa tirino nuovi venti di guerra ora finanziaria, domani chissà. Eppure la priorità su qualunque altro tema sin dal 1992 dovrebbe essere la crisi degli debiti sovrani perché qui si tratta di SOPRAVVIVENZA.

Invece osservo che, esattamente come nel caso dell’ondata migratoria detonata dall’intervento in Libia, anche la gender fashion sia una teoria anglosassone e stia contribuendo a destabilizzare l’equilibrio sociale che fa parte di quel millenario collante sociale che è lo status familiare – giusto o sbagliato che sia.

Che inedita combinazione vedere sincronizzarsi tanti shock esterni (Ucraina, Russia, crollo delle banche su commissione, Questione siriana, crollo del prezzo del greggio, sbarchi clandestini, ingerenze europee nei fatti di casa nostra, ecc.) atti a produrre fratture dell’opinione pubblica. E poi arriviamo a questo tema che vede nel caso italiano lo zoccolo duro che crea ritardi nell’agenda europea.

diversi e uguali

Com’è strano che ad occuparsene sia un Presidente della Camera di un Governo non eletto – perché  bisognava dare priorità al riequilibrio dei conti rispetto alle priorità democratiche – il quale dovrebbe ricoprire un ruolo super partes ed invece è schierato e spinge nella direzione a lei più congeniale, per non parlare di partiti e movimenti schierati a prescindere dal fatto che la base non abbia mai avanzato tale priorità.

Non trovate?

Per me la domanda cardine era è rimane: di quale democrazia vogliamo parlare se, nel conferire diritti, rimaniamo a vivere in una dittatura telecomandata da Bruxelles?

Essere liberi di sposarsi stando chiusi in gabbia è come voler essere liberi di nuotare in un fiume di liquami.

Se basta che il popolo dia un’opinione benché minoritaria perché le sue priorità (inverse) trovino ascolto e soddisfazione per prime allora com’è possibile che non si sia ancora costituito alcun movimento popolare altrettanto ascoltato ed impattante sui media e sull’opinione pubblica che lotti per estendere a tutti gli Stati europei il reddito medio dei Paesi più ricchi o la riduzione delle aliquote fiscali allineandosi a quelle più basse in Europa?

Perché se si parla di nozze gay basta l’opinione di un anonimo (per noi italiani) Norvegese per influenzare l’agenda del maggior partito italiano e invece sul fatto che all’Italia venga fatto pagare al tasso di interesse medio del 4% sull’Euro mentre a Francia e Germania è dello 0,05% non si sia ancora pronunciato nessuno?

Strano davvero!

Ed allora proviamo a disegnare l’anatomia di una “opinione” imposta dall’esterno spacciata per volontà democratica.

Allo scopo utilizzeremo una velina dell’ANSA senza voler fare polemica, ovvero facendo una semplice analisi logica del contenuto indipendentemente dagli attori coinvolti. A tale scopo oscuriamo i nomi dei deputati elencati nella news, mentre quello del Mov citato è necessario rimanga per far comprendere lo schema logico delle contraddizioni in essere.

Ne scaturisce che i pretesti sono l’agenda europea ed il parere del Segretario Generale del Consiglio d’Europa, che in entrambi i casi nulla hanno a che vedere con la volontà popolare.

In mezzo influencers più o meno consapevoli.

OSSERVATE I GRADI DI SEPARAZIONE FRA LE PRIORITà DEI PARTITI E QUELLE DEL PAESE.

la stepchild adoption verrà inserita nel decreto Cirinnà finale?

Anatomia di una decisione influenzata dall’esterno

Tanto per fare un inciso io non sono contrario al matrimonio fra gay. Io sono contrario al matrimonio. 

Anzi, sono contrario al mio matrimonio.

Per me resta una fregatura ed una costrizione culturale del tutto sconveniente e se mettersi le manette – dopo l’invenzione del divorzio – vuole essere un segno di libertà si faccia pure.

Il problema del matrimonio, per quel che mi riguarda, non sussiste fino a quando non verrà reso obbligatorio a tutti.

Però una cosa mi sia permesso di osservarla ed è l’ipocrisia di chi spaccia l’affidamento o la adozione – compresa la stepchild adoption – come dono d’amore all’orfano. Balle, per quello hanno inventato le adozioni a distanza. La verità è che prima viene il bisogno dell’individuo o della coppia di soddisfare UN PROPRIO BISOGNO, com’è molto facile dimostrare, e poi certamente il gesto altruistico.

adozione Rom adoption


stepchild adoption e figli in provetta o utero in affitto

Approfondimenti su stepchild adoption e utero in affitto: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/nasce-bimba-mulatta-coppia-gay-fa-causa-a-banca-del-seme-la-volevamo-bianca-1985849/
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/stati_uniti_giudice_risarcimento_coppia_donne_bianche_nascita_bimba_colore-1228516.html


 

Ed infine una nota a margine riguardante la teoria gender* e la stepchild adoption; Se i tolleranti sono per la difesa dei diversi, perché si danno tanto da fare perché diventiamo tutti uguali?

Io ci trovo tante questioni di interesse di “categoria” che andrebbero affrontate – in casa nostra e senza influenze di strutture esterne e culture diverse dalla nostra – come tali invece di celarsi dietro a scuse e questo è riferito ad entrambe le sponde del tifo nel breve arco che va dai pro ai sostenitori del family day le cui pretestuosità a mio avviso si equivalgono nell’affrontarsi a bordate di slogan, vignette e sfottò di una infantilità disarmante.

Se questo è il livello del dibattito (insisto volutamente ridotto a così poco), allora forse è meglio rimandare le opinioni a quando saremo diventati più maturi.


autore: costantino rover


* approfondimenti sull’origine della ideologia gender:

https://it.wikipedia.org/wiki/John_Money

http://www.associazionelatorre.com/2014/03/allorigine-dellideologia-del-gender-il-suicidio-di-david-raimer-storia-del-bambino-che-qualcuno-volle-bimba-video/

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.
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