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Cos’hanno in comune la vignetta di Vauro con Grillo nel giorno della morte di Gianroberto Casaleggio, il crack di Banca Popolare di Vicenza e la coscienza degli italiani sulla questione della sopravvivenza al potere che si manifesta contro di loro?

Cronaca di un esperimento social paradossale e tirato per i capelli per provare a capire quanti di fronte a posizioni nette si schierano apertamente e quanti invece si dimostrano titubanti o silenziosamente si accodano ad una o l’altra schiera di opinioni.

Forse ben poco se fosse vero che sono andato a cercare delle risposte a me comode prendendo per sommi capi vicende con poco o nulla in comune fra di loro, oppure può significare che l’esperimento portato agli eccessi ha saputo rivelare qualcosa di interessante.

Nella vignetta di Vauro l’obiettivo era Beppe Grillo la cui scomparsa di un carissimo amico e compagno di lotta veniva ridotto alla scomparsa di un manovratore, alla faccia dei sentimenti e della depauperazione dei valori umani che, benché non tutti riconoscano a Casaleggio, vanno comunque presi in considerazione a meno che non si accetti che lo stesso trattamento non spetti a noi stessi.

La stessa cosa dovrebbe essere messa in conto da coloro i quali scientemente o meno operano a danno della collettività o ne sollecitano i bassi istinti.

Vi sembra un salto troppo lungo? Lo vedremo presto.

Ma allora se dobbiamo essere cinici, sia innanzitutto concesso a tutti, e in secondo luogo, si vada fino in fondo.

Questo è diventato il mio motto quando ho voluto testare le reazioni di quella fetta di cittadinanza che si dichiara diametralmente opposta ad ogni costo al potere anti democratico costituito.

Ne è nato un piccolo esperimento che in poche ore ha dato esiti che io leggo in un modo solo, anche se rischio di sbagliarmi.

Alla reazione di sdegno sollevata dalla vignetta di Vauro mi ero associato con un placido commento sulla sua pagina in Facebook: “Abbastanza disgustosa”. Tutto qui.

Poi la domanda: cosa accadrebbe se il disgusto fosse contrapposto con qualcosa di ancora più disgustoso?

Quali sarebbero le reazioni del medesimo pubblico?

Io ho fatto un test sia sulla pagina di Vauro che in quelle degli ambienti cosiddetti sovranisti e in generale dichiarati contro il potere costituito, nella fattispecie un gruppo M5S.

Ho disegnato una vignetta molto forte. Troppo forte. Una vignetta però che quei sofisti della satira che non si sono fatti attendere non hanno saputo ricondurre ai classici di Forattini che pure ne ha fatte a decine ed anche molto meno sensate della mia.


-Forattini chi?

-Eh, vabbé fìo mio, ma se ti mancano i fondamentali non ti ci mettere nemmeno a discutere.

E infatti il moralista , vistosi mettere sul piano culturale anche se spiccio, si dilegua come un ramarro quando se ne va il sole.


Se l’obiettivo di Vauro non era Casaleggio ma Grillo e i grillini, il mio non era Vauro ma i sedicenti rivoluzionari, ed oplà!

Una premessa: non voglio sostenere che la mia vignetta o lo spirito in essa contenuta sia un tipo di  risposta adeguata. A questo sono preposti i sociologi. L’obiettivo era il seguente: una volta lanciata una contro offensiva opposta e proporzionata, come si schiererebbe il sovranista medio?

Ora, siamo d’accordo che una risposta alla vignetta di Vauro come la mia può essere assolutamente non condivisa; io stesso mi ero espresso molto pacatamente la sera precedente e se ne avessi vista una simile ad opera di qualcun altro non l’avrei gradita. Significa che anch’io me ne sto bello quatto quatto a sbraitare da una tastiera? Il mio CV dice ben altro, però ammetto che potrei sbagliare a fidarmi troppo di me stesso, ma mi ci metto in mezzo anch’io facendomi però forte della valutazione che sia i fans che gli amici di Vauro hanno dato per giustificare e difendere il loro beniamino: “Ci ha messo la faccia senza cedere all’ipocrisia”. Il che non significa che qualcuno gliel’abbia chiesto, ma se vale per lui allora vale anche per me.


Gad Lerner difende Vauro su Grillo e Casaleggio.

Gad Lerner difende Vauro e lui lo fa notare.
Vauro, si ripara dietro l’approvazione degli amici. Artista e libero pensatore con il paraculo.


 

I risultati snocciolati mentre sul web continuano ad arrivare risposte dicono che la vignetta ha ricevuto “mi piace” almeno dal 75% degli utenti (direi che siamo più verso un 90% ma restiamo bassi). Di questi pochi o nessuno lascia un commento. All’opposto si trova chi si fa sentire e si dichiara contrario al tipo di linguaggio.

Il dato che mi fa indispettire, anzi, ormai non più, ma che semplicemente mi balza all’occhio è lo ZERO alla voce “condivisioni”. Moltissimi gli astenuti.

Eh si, perché signori alla fine è sempre una questione di forma.

Insomma siamo di fronte allo stereotipo di colui che dichiara di volersi difendere con la Costituzione contro quelli che che la modificano in modo che diventi inoffensiva ma che nel frattempo urla “Daje Grillo! Daje Dibba! Daje Rinaldi! Daje Bagnai!” che incontriamo tutti i giorni sui social. Parlo del già discusso “pirirpì e piripò” o del “siamo stufi. Cosa aspettate a trascinarci in piazza?”.


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Un altro bel commento mi bacchetta per non essermi messo sullo stesso piano logico di Vauro (senza aver cognizione dell’offesa ai sentimenti che il vignettista può aver proferito, ma si sa che la logica è relativa).


L'esegesi dell'ovvio ed il relativo corollario di distinguo, di "se" e di "ma" che valgono solo a senso unico

L’esegesi dell’ovvio ed il relativo corollario di distinguo, di “se” e di “ma” che valgono solo a senso unico

Su Economia 5 Stelle invece pare che il problema sia la proporzione tra azione e reazione.

Classico di chi di fronte al racconto DI UN ALTRO a cui è entrato in casa un ladro armato di cacciavite giallo che dice “alt, prima dovevi vedere se ne avevi uno giallo anche tu, se no, se gli hai piantato nella schiena quello di un colore sbagliato fanno bene a mandarti in galera” però al contempo è per la ghigliottina per Monti, Napolitano, Letta, Renzi, Fornero, (Andreatta e Padoaschioppa gli son già sfuggiti di mano… AZZ!!! Altrimenti sai che gli facevo io…) Si ma poi a chi toccherebbe sporcarsi le mani? Noi siamo democratici, mica come loro!

Ora è vero che è molto dura condividere una vignetta del genere, lo ammetto io per primo che ho voluto calcare apposta la mano, ma allora, se è così disgustoso farlo, perché dovrebbe essere possibile la rivolta armata tanto acclamata ALL’INTERNO DEI MEDESIMI AMBIENTI in cui l’esperimento si è svolto?

Senza andare troppo oltre vado a constatare che alla stessa conclusione ci si sarebbe dovuti arrivare di fronte alla scelta di migliaia e migliaia di piccoli risparmiatori truffati dalla Banca Popolare di Vicenza che si sono di fatto opposti in netta maggioranza (il 62% circa) a che il consiglio di amministrazione venisse messo sotto processo per la sua condotta fraudolenta (in barba all’attività giudiziaria in corso che  fosse per quel 62% andrebbe addirittura interrotta). Lo specifico per coloro che non hanno dimestichezza con il sentimento popolare che tutto è fuorché unitario in Italia.


post libero-58


Lo dico perché non è affatto vero che il veneto reagisce come il siciliano e che invece, anche quando parla di secessione e marce su Roma, poi non fa nulla contro Zonin e soci nonostante ne conosca l’indirizzo e che questi se ne stia beatamente a casa sua. E ben fa.

Vi sto parlando del veneto che a parole dice di essere el leòn che magna el teròn e poi,senza muovere un braccio, si fa fare dal polentone che ha sempre portato in trionfo come un leader. Degli altri non so.

Cos’ha da temere il potere se di fronte alla reazione il rivoluzionario (che è inutile prendersi in giro, è sottinteso rivoltoso) si fa delle formalità sullo schizzo di sangue che partirebbe dalla ghigliottina?

Prudenza, prudenza ed educazione signori. Siate politically correct.

Di fronte a posizioni nette oppure scabrose come la mia vignetta laggente (stavolta apposta uso questo termine) si ritrova spiazzata e si ferma all’INDIGNAZIONE (“vergognati!”) sempre che non ci sia già passata prima di accedere all’ormai fatidico cappio. Perché ci hanno abituato ad essere educati. Corretti.

Allora mi chiedo ma di quale rivoluzione stiamo parlando?


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Avanti, ditemi pure che ho scavato un comodo solco in cui far stare la mia posizione ma mentre l’Italia muore il dibattito sui perché è stato fiaccato dall’ignavia. Figuriamoci parlare di reazione. E avanti con le conferenze di economia…

Mi sono fatto un film su misura? Ormai è l’abitudine dei più, almeno non soffrirò di solitudine. Ma se io mi sono arrampicato sugli specchi, voi siete così sicuri che le stesse vittime del potere saranno il motore del cambiamento?

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.