CORONAVIRUS – trentacinque anni fa (nella famigerata Prima Repubblica quando il debito pubblico era più basso di oggi) il sistema Paese aveva mezzi molto migliori per fronteggiare questi e ben più gravi problemi.

Basti confrontare il terremoto in Friuli con quelli in Emilia, l’efficienza (e i costi) del genio militare rispetto alla protezione civile, il numero di agenti, di soldati e di medici pronti ad intervenire, ecc..

-70.000 posti letto; – migliaia di posti in rianimazione (-4.000 dati dell’anno 2005, poi la stituazione non è migliorata) -37 miliardi di investimenti nella sanità nei soli ultimi 10 anni, chiusi 359 reparti (fonte), il tutto in piena emergenza sanitaria. dovrebbero aver convinto le molte migliaia di imbecilli scesi in piazza negli scorsi mesi, che la vera emergenza non è il fascismo ipotizzato nella minoranza del Parlamento.
Ma anche che un Paese come questo, il minimo che si merita è il coronavirus.

Gli italiani hanno passato decenni a chiedere tagli alla spesa pubblica e li hanno avuti con Prodi e D’Alema, Monti, con Letta e con Renzi in particolare. Tutti salvatori della Patria.
In Veneto con la Lega che sta privatizzando qualunque cosa (prima la scusa della scarsità delle risorse in Veneto erano i terroni, poi è toccato ai marocchini, infine ad albanesi e romeni; come mai adesso si deve continuare a tagliare vista la grande efficienza sbandierata?).

Siamo stati accontentati.

Finalmente 60 milioni di italiani nel panico più totale; nei panni
dei disoccupati, degli sfruttati, dei truffati dalle banche, degli
imprenditori falliti per la crisi che non possono raccontarlo perché si
sono suicidati.

Prima non fotteva niente a nessuno, perché
l’importante era poter andare all’oktober fest senza cambiare le Lire
alla frontiera.

Adesso ve ne frega eccome; anche se fino a ieri l’unico problema erano i fassissty.
Adesso andate a chiedere all’unico bottegaio da cui potete recarvi a comprare il pane, se è un fassissta.

Se sì, fatevelo spedire a casa da Amazon, purché il galoppino sottopagato per consegnare viva nella provincia giusta.

Non impareremo nulla, nemmeno stavolta, ma almeno tutti adesso sappiamo cosa significhi essere in guerra.

Era ora!

Certamente il coronavirus ha dimostrato a quelli che dicono di non interessarsi di politica e di economia, che la politica e l’economia si interessa di loro.
Ogni giorno.

Non sarebbe difficile rendersi conto della fragilità della situazione in Italia, dove qualsiasi evento luttuoso si trasforma in catastrofe.
Le informazioni ci sono.
Capire l’economia e la politica non è più difficile.
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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.
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