Occupandomi per lavoro di moda ed abbigliamento mi sono chiesto: dov’è nato il colore dei blue jeans?
Scopriamo com’è nato e da dove ha tratto le sue origini.
Ci si spalancherà un incredibile universo parallelo che non abbiamo mai visto anche se ce lo portiamo addosso.

In un recente articolo apparso sul blog di Spirit of St. Louis, brand tutto italiano di moda in stile vintage, troviamo un accenno delle origini del colore tutto particolare che, tra i primi, fu Levi Strauss a trasformare in un marchio di fabbrica; oggi una vera e propria icona della cultura mondiale.

Il tipico colore dei bluE jeans nasce in Giappone

L’origine del colore dei blue jeans ha qualcosa di mitologico, dato che risale a mille anni fa.

Il vero e originale colore del blue jeans è l’indaco.
Il colore indaco (indigo in inglese) unico vero ed originale nasce nella regione di Tokushima, sull’isola meridionale dello Shikoku, che ancora oggi ne è il maggiore produttore.

Il vero colore indaco si ricava con un lungo e particolare procedimento che inizia dalle foglie essiccate dell’albero dell’indaco, appunto.

PRODUZIONE CHIMICA O NATURALE, QUALE PREFERISCI?

Com’è ovvio, oggi, ma già da molti decenni, il colore indaco per i jeans viene prodotto anche con una soluzione chimica destinata al prodotto di bassa qualità e super industriale.

La soluzione colorata scaturisce dalla combinazione di benzene, formaldeide e acido cianidrico. Non è proprio un toccasana insomma.

Se vi state chiedendo perché certi marchi di blue jeans siano così costosi, la risposta è da ricercare nell’origine del tessuto.
Fra i denim più pregiati, con cui fare i migliori jeans, troviamo, guardacaso, proprio quelli giapponesi.

Uno dei principali marchi è senz’altro Kuroki, di cui Spirit of St. Louis fa uso per alcuni dei suoi capi più interessanti.
Ecco perché sul proprio sito, oltre a fare cultura di come è più corretto indossarli, ne raccontano le origini: per farcene comprendere il valore.

Blue jeans di Spirit of St. Louis, azienda italiana della moda in stile retrò

NON LAVARE I BLUE JEANS IN LAVATRICE, PAROLA DI LEVI’S

Un altro interessante aneddoto che scopriamo leggendo il blog di Spirit of St. Louis è quello che racconta le singolari abitudini dei cultori del jeans.

Uno in particolare è niente po’ po’ di meno che Chip Bergh, CEO di Levi’s.

È lui stesso che in due interviste ha dichiarato di non lavare mai i suoi jeans in lavatrice.
Anche altri esperti dicono la stessa cosa, oltre a raccomandare di non asciugarli mai con la asciugatrice.
Meglio lasciarli stesi al sole!

In fondo, ora che sappiamo che il blue jeans è eterno, abbiamo tutto il tempo necessario a far sì che si scolori a modo suo, semplicemente adattandosi al nostro corpo.
È questa la conclusione salomonica a cui giunge il nuovo brand di moda 100% italiana.

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.
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