Ponte sul lago di Iseo: risposta con riflessioni sulle polemiche scatenate dall’opera del famoso artista bulgaro.

Ironia sull'opera dell'artista Christo: il ponte sul lago di Iseo.

L’ironia si scatena sul ponte – fonte Eco di Bergamo

Dapprima incuriosito sulle immancabili polemiche che coinvolgono la qualunque si muova e sollecitato poi, ho dato il mio parere sul tema del ponte provvisorio sul lago di Iseo opera dell’artista Christo.

Ecco le fonti in questione:

IL FATTO QUOTIDIANO

 
MILANO REPUBBLICA da me pescato a caso nel web
 

1. Entrambe gli articoli spiegano abbastanza dettagliatamente come sono state coperte le spese (stando alle notizie disponibili) e quando si parla di spese sono comprese quelle per lo smaltimento – i trasporti si pagano con il biglietto…;
 
2. quali danni ambientali? Non ce n’è traccia nell’articolo de “Il fatto” (basta leggerlo).
 
Ora, volendo proprio fare lo spezza cuori, io sono il primo ad avere a cuore le questioni ambientaliste (ad esempio le mie bollette elettriche di rado si avvicinano ai 25€ al mese. La media è intorno ai 16€ sic!).
 
Ma serve fare un ragionamento.
 
Entrambe i pezzi, benché non possano dare un consuntivo perché è troppo presto (ma siccome la notizia è fresca bisogna dare scandalo), ammettono che la spesa che PRESUMIBILMENTE resterebbe scoperta è di circa 1 milione di euro.
Ora, se le stime sul turismo danno una cifra quasi certamente di 1.200.000 persone (ma ne vengono ipotizzate 1.500.000) di cui alcuni stranieri, è ben difficile pensare che la spesa media sia rimasta sotto i 5/7€ a testa (un panino, un gelato, una bottiglietta d’acqua, un caffè – per non contare i pernottamenti da chi è giunto da lontano APPOSITAMENTE – in una località turistica quanto possono costare?).
 
C’è da aspettarsi che la spesa procapite dei turisti abbia abbondantemente superato i 10€.
 
Ecco che anche solo empiricamente possiamo ricavare SEMPRE STANDO ALLE NOTIZIE DISPONIBILI una certa tranquillità dal fatto che solo il prelievo fiscale ha tranquillamente coperto le spese locali, regionali ed inoltre un certo guadagno da parte dello Stato.
 
A questo vanno aggiunti due dati tecnici quantificabili solo indicativamente:
1. il PIL prodotto;
2. il fattore del cosiddetto moltiplicatore fiscale (valutato da Keynes fino al +1,2%,+1,5% del giro di denaro prodotto e recentemente dal Fondo Monetario Internazionale fino al 2,5%).
 
Per quanto riguarda le NON PRECISATE lamentele di legambiente (colpa del giornalista che non le riporta o del portavoce che non le sa dimostrare?) valgono tanto quanto quello che potrei imputare loro ad ogni “festambiente”: Inquinamento acustico che disturba il sonno degli uccelli del parco.
 
Danni ambientali da “congestione” se si tratta di traffico allora vietiamo le vacanze fuori porta ed aboliamo le ferie.
VOGLIAMO QUANTIFICARNE IL RITORNO DI IMMAGINE IN PROIEZIONE FUTURA?
 
A margine mi viene fatto notare che non di sola economia e business si vive ma che anche l’ambiente ha il suo valore. Ma bella mia non è l’oggetto della polemica posta dall’articolo de Il Fatto Quotidiano.
Perché a dirla tutta – al di là del fatto che l’opera di Christo sotto sta ai canoni dei gusti personali – sarebbe molto più interessante soffermarsi sul fatto che i soldi SONO STATI INVENTATI perché venissero spesi, o sul fatto che in Italia neanche quando si spende per arte e cultura non va bene, o ancora dovremmo meditare sul fatto che mentre parliamo di spiccioli la grande finanza ci sta prosciugando fiumi di risparmi e che SPENDERE CI SALVA ANCHE DA QUESTO, come anche su quel puerile e pezzente ragionamento da poveracci secondo il quale bisogna risparmiare invece di impiegare quell’invenzione che è il denaro che ci facilita lo scambio della ricchezza, dell’arte e della bellezza che dovrebbe arricchire la nostra vita.

Impariamo a fare le dovute riflessioni.

scritto da costantino rover

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.
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