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IO ATTIVISTA, CONSAPEVOLMENTE PARTE DELL’ANTI SISTEMA PRODOTTO DAL SISTEMA. AMLETICI DUBBI PER PASSATEMPO

Nel recente periodo, complice alcuni scambi di vedute con amici attivisti più o meno indipendenti come me, mi sono trovato a considerare ancora una volta me stesso come cellula solo sulla carta in contrasto con il pensiero che combatto considerando quindi anche l’ipotesi di essere in realtà un suo anticorpo non tanto inconsapevole.

Di queste quisquilie avevo già accennato in un precedente post (leggi “e se avessi fatto il gioco del nemico?“)
Non mi inoltrerò in indagini di cui non sono mai stato capace e mi soffermerò sulla mera presa di coscienza di alcuni fenomeni che ho notato svilupparsi nella cosiddetta area sovranista (cioè quel movimento schierato per il ripristino delle sovranità (monetaria, politica, costituzionale, ecc.) che rimettano in mano al popolo le leve della gestione dello Stato) da quando ho iniziato ad occuparmi principalmente di economia.

Non di meno determinate dinamiche sociali di gruppo ed individuali ho potuto apprezzare anche in altri ambiti in cui all’oggettività dei fatti si sostituisce “l’opinione hobbistica” intesa come agglomerato di convinzioni ed auto suggestioni magari anche corrette ma non avvallate da analisi accurate ed obiettive.

Mi riferisco insomma a quegli ambiti in cui le correnti di pensiero possono tramutarsi in schieramenti di tifo per squadre avversarie.

Nella fattispecie potrei fare riferimenti ad ambiti spiritualisti ed esoterici o para scientifici come quello che ruota attorno all’infinita disputa sulla fisica quantistica.

Così, senza avere alcuna pretesa, ma con il solo scopo di gettare in rete alcuni appunti mi auguro di poter trovare il ristoro del punto di vista di altri che possano pensarla in sintonia con il principio che essere consapevoli di essere tramutati una potenziale pedina del colore avversario non significhi necessariamente esserne colpevoli o complici.

Piuttosto se una auto indulgenza si vuol trovare in questo approccio sarà semmai per il tentativo di auto critica complessiva iniziale e di auto assoluzione in extremis.

La scintilla che fa divampare una ritmata serie di considerazioni sul sincopatico andamento di una conversazione in WhatsApp è una provocatoria (e già più volte reiterata) auto accusa pericolosamente indulgente verso l’auto commiserazione di Luca che mi scrive:

Non chiederò mai scusa abbastanza per aver contribuito a creare questa massa di dementi

intendendo che il sovranismo avrebbe aperto le gabbie a tanti dementi con il solo scopo nella vita di dare aria alla bocca, cosa che fino all’avvento della democrazia partecipata (hahaha) non veniva nemmeno considerato e che di conseguenza pone le radici molto più addietro, ma ne parleremo in un’altra puntata.

Ed aggiunge:

Non ti pare VAGAMENTE che il sovranismo e il complottismo in generale (ma sono due argomenti assolutamente diversi ndr) portino le vittime a fare tutto quel che è necessario per il bene dei carnefici?

La mia risposta è un netto SI, ma prima di rispondere così occorrerebbe fare almeno una breve analisi degli insuccessi e dell’inconcludenza del movimento sovranista (che andrebbe pronunciato al plurale e la chiave di interpretazione sta tutta qui dentro) che è l’oggetto su cui da tempo ho in mente di pronunciarmi ma in un prossimo articolo.

Il pungolo gli viene dal fatto che sempre più frequenti sproloqui di sovranisti, intenti alla pratica del duro e puro, si trovano a confutare proposte non eterodosse secondo il loro esclusivo gusto (eterodossia al quadrato) ma comunque illuminate dal tentativo di salvaguardare il bene comune e di tentare un salvataggio di prima istanza come ad esempio nel caso de Reddito di Cittadinanza proposto a destra e a manca in diverse salse (e mi ci metto anch’io, leggi articolo “Il Rimborso Fiscale Minimo Garantito è l’unica forma di Reddito di Cittadinanza possibile in Italia oggi“) ma teoricamente crocevia di comune condivisione.

Ecco che è proprio in corrispondenza di questi punti di unione che Tizio o Caio ci vanno a mettere la pezza che producono fratture che rendono così incerto il percorso verso la sempre più lontana salvezza del nostro amato Paese.

Così ecco la mia risposta:

Per certi versi si, ma non me ne sento responsabile. Ognuno è responsabile di sé stesso. Io sono responsabile di quello che dico e di quello che faccio, non di quello che capiscono gli altri.

Potrò indurre a fraintendimenti per miei difetti di comunicazione ma non essendo io un organo di informazione ufficiale e non essendo io nessuno dei tre della trinità, mi deve essere consentito un certo margine di errore, e poi ad ognuno di quelli che incontro è dato il beneficio del dubbio che dovrebbe tramutarsi in indagine delle proprie fonti.

Poi lo sappiamo che è il sistema a contribuire a creare – per inquinarlo – l’antisistema.

Io sono assolutamente consapevole, perché ogni pensiero è un’arma a doppio taglio, di essere potenzialmente funzionale al sistema che dichiaro di combattere, ma solo in funzione del travisamento da parte di altri di ciò che faccio e di ciò che dico.

Ma già dando per assodato di essere già in partenza dalla parte della ragione – che è sempre tutto fuorché così scontato – questo non dipende dalla sostanza del mio pensiero e delle mie azioni. Lo stesso processo deviante avverrebbe di qualsiasi altra cosa io mi occupassi, perché ciò che fa gioco al sistema non sono io ma l’utilizzo che una persona credendo di essere in sintonia con le mie intenzioni ne fa.

Insomma che colpa ne ho se sono gli altri che mi trasformano in strumento pro sistema perché fanno l’uso che vogliono o vanno per interpretazioni, di quello che dico o che faccio? Certo, nelle dinamiche sociali questa è la prassi e lo so bene che un individuo trascinato dalla corrente non può illudersi di poter fare da spartiacque.

Aver ipoteticamente raggiunto una conclusione simile già di per sé dovrebbe indurmi a deporre ogni mia velleità di azione?

Ci sono anche altri risvolti della faccenda che si dispiegano sotto le trame degli eventi quotidiani; può persino accadere che alcuni ti si contrappongano esclusivamente per mettere in luce la propria mercanzia pseudo moralista o intellettuale.

Quindi il vangelo secondo i sovranisti spesso contiene dei dogmi del tutto presunti che durante l’attività divulgativa e nell’attivismo vengono creati per rendere più semplice l’assimilazione di determinati concetti chiave ma non hanno minimamente la pretesa di assurgere a verità inconfutabili, eppure vengono artefatti per sopperire a propri limiti di comprensione ingenerando equivoci e contraddizioni.

Ecco quindi che, per fare degli esempi, il modello di Banca Pubblica di proprietà dei cittadini e il reddito universale o di cittadinanza possono assumere forme via via sempre diverse, adattandosi opportunamente alle esigenze necessarie a conseguire l’obiettivo finale pur restando conformi alle intenzioni originali, ma se per raggiungere l’obiettivo è necessario compiere deviazioni di percorso e mutare la forma del pensiero originale, è facile incorrere in accuse di essere un nemico dagli stessi che perorano la tua causa.

Insomma, la morale del pippone, al netto del fatto che io potrei dedicarmi ad attività di uso comune da alcuni ritenute persino assai più nobili come sfogliare Tuttosport o inchiodarmi davanti alla tv anziché far danno la domanda rimasta ancora senza risposta è: MA IO PER CHI STO LAVORANDO per giunta gratis?

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Costantino Rover
Costantino Rover si occupa di comunicazione ed è un attivista indipendente autore su Scenari Economici e creatore di "L'Economia spiegata facile" su YouTube e Facebook. Collabora con alcuni dei massimi economisti italiani: A. M. Rinaldi e Nino Galloni.
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