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Tag: società

Non succede più niente

Non succede più niente.
Nulla che faccia accadere le cose che creano la vita. Read more

Stepchild adoption e gender fashion, anatomia di una decisione spacciata per bisogno – Parlamento bloccato

Se i tolleranti sono per la difesa dei diversi perché si danno tanto da fare per renderli uguali agli altri?

anatomia di una decisione spacciata per bisogno

Gender fashion, anatomia di una decisione spacciata per bisogno di tutti

Anche se non esistono stime precise (mi tengo in guardia dai dati manipolati da cattolici e comunità lgbt) e le uniche proiezioni statistiche che si possono fare si sostengono sul raffronto con Paesi che hanno già adottato la stepchild adoption fanno emergere che in Italia le coppie gay sono fra le 15.000 e le 17.000, le adozioni così com’è configurata dal disegno di legge Cirinnà interesseranno dai 1.500 ai 2.500 casi di minori. Ed è per questo che in Italia si è mobilitata la monopolizzazione di Governo e media. 

Alla faccia delle emergenze che che funestano l’Italia: disoccupazione, deflazione, dissesto idrogeologico, adeguamenti anti sismici di scuole ed edifici pubblici, conti pubblici, problemi ambientali, abbattimento dell’impianto costituzionale, ingerenze extra nazionali e cessata democrazia sovrana, infrastrutture obsolete, immigrazione, italiani che vivono in auto, ecc. ecc.  Read more

SAPPIAMO SOLO GRIDARE “VERGOGNA!”, IGNAVIA VIVENS

Vergogna striscione

Lo striscione di elettori PDS (attuale PD) esposto fuori dall’Hotel Raphael di Roma prima del lancio di monetine a Craxi, anno 1993.

“Vergogna!” e “Ora basta!” due mantra sacri di una considerevole porzione di popolazione fallita e disorientata nonostante ci troviamo da decenni di fronte a tutte le evidenze di tutti i casi di malapolitica, malagestio, malasanità, malavattelappesca, ecc.

Una massa che si suppone e si narra preoccupata soltanto dei propri interessi di nicchia e che invece non è nemmeno in grado di badare a sé stessa né individualmente, né corporativamente parlando.

Fortunatamente esiste anche una cittadinanza sempre più considerevole degna di rispetto ed ammirazione che con coraggio difende il proprio risparmio senza aspettare spalle su cui piangere. C’è poco da fare, la pasta di chi non aspetta l’aiutino di Stato si riconosce da lontano. Esistono infatti anche cittadini che sul modello “17% del NO” all’esproprio dei risparmi ed alla quotazione in borsa della propria banca facenno valere i propri diritti contro l’inerzia dello Stato – leggasi alla voce Banca Popolare di Vicenza.

Proprio in questi giorni di decreti “salva banche” e del “bail-in anticipato” in cui il Governo arriva prima del reale bisogno delle banche d’affari e dimezza i risparmi degli incauti correntisti e soci delle quattro banche salvate sulla loro pelle, ci ritroviamo di fronte alla tipica scena della preda messa nell’angolo da un predatore infinitamente più forte che ha come unica via d’uscita la morte certa nella speranza che sia rapida ed indolore.

E’ in questa situazione che ho potuto apprezzare il più viscido, ipocrita e patetico gesto dell’italiano medio che, senza voler far dell’auto razzismo (ma guardo in casa mia) si perpetua immutabile sia nelle forme che negli esiti immutabilmente disastrosi e sfumati via via nel silenzio una volta passati attraverso la porta girevole delle hot news.  Read more