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LE GRANDI OPERE (che) SI DEVONO FARE

Inutili, brutte, costose e corrotte; è la fama che si sono fatte in Italia ma non è colpa di attivisti e comitati del NO. La fama che le grandi opere si sono guadagnate in Italia è dovuta ai risultati quasi sempre disastrosi in termini economici, strategici, ambientali e giudiziari.

Tutto questo ci ha predisposto a prendere una posizione per il SI o per il NO che ha più ragioni ideologiche che vere motivazioni che avvallino la nostra opinione.

Eppure se fossimo abituati a considerare le cose per quello che promettono invece che per partito preso e a farci condizionare il meno possibile dalla cosiddetta informazione scopriremmo che l’opportunità o meno celata in un’opera pubblica si chiama con un nome molto semplice: produttività. Read more

La ripresa economica italiana deve essere sostenuta dalla spesa in made in Italy e nei suoi derivati

Affidarsi alla auto regolazione di qualcosa che non è naturale, bensì artificiale come la distribuzione della ricchezza, sarebbe come affidarsi al caso laddove il caso non esiste esattamente così come il destino è servo della volontà.

Ma anche quando si tagliano sprechi (che significa ricollocare la spesa pubblica in modo più razionale e proficuo) in realtà stiamo sempre parlando di soldi presi a debito sui quali paghiamo ingenti interessi. Read more

L’attivismo è una subdola forma di egoismo estremo? Quanto conta la sua efficacia rispetto all’affrancamento dai propri bisogni di auto stima?

In questi minuti sto indugiando in infernet con un contatto su Facebook su temi vagamente appuntabili sulla superficie del marketing influenzante il consenso. Il trascurabile valore della conversazione (perché di chiacchiere post natalizie che non hanno come oggetto alcun progetto concreto si tratta) mi permette di mettere in risalto alcuni aspetti dell’attivismo (che volendo potremmo a mio giudizio allargare a qualsiasi attività cosiddetta di volontariato e più o meno sinceramente altruistica) che mi riconducono a riflettere su quello che veramente sto facendo.

Ne seguono alcune considerazioni che mi preme fare sul mio conto ma anche rispetto a quanto ho imparato in quasi sette anni di attivismo in campo economico e macro economico. Read more

… E poi arriva superman

Il Mosè di Mel Brooks ne La pazza storia del mondo

Il Mosè di Mel Brooks ne La pazza storia del mondo

Non faccio neanche in tempo a parlare di sistema che produce l’anti sistema che nel giro di 24 ore mi ci ritrovo di nuovo a parlarne.

Il ritratto tipo del salvatore del mondo è quello dell’uomo tutto d’un pezzo che si affaccia  con fiero incedere dell’uomo che non ha il minimo dubbio e che, visto che si offre volontariamente di indicarti la retta via, non deve chiedere mai.

Un giorno (ogni tanto, mica una volta sola) ti arriva uno che vuole insegnarti come si fa a salvare l’universo, ma non è uno qualsiasi che non ne è stato capace però sa come si fa (da qui l’impellente necessità di divulgare il verbo infallibile), NO! E’ sempre quel fenomeno che ha capito tutto. Read more

IO ATTIVISTA, CONSAPEVOLMENTE PARTE DELL’ANTI SISTEMA PRODOTTO DAL SISTEMA. AMLETICI DUBBI PER PASSATEMPO

Nel recente periodo, complice alcuni scambi di vedute con amici attivisti più o meno indipendenti come me, mi sono trovato a considerare ancora una volta me stesso come cellula solo sulla carta in contrasto con il pensiero che combatto considerando quindi anche l’ipotesi di essere in realtà un suo anticorpo non tanto inconsapevole.

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